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Progetti pilota

È sulle tracce di una cultura comune che nasce il circuito turistico Iter Vitis – Magon, dove il vino, il cibo, la storia, l’arte raccontano dei legami tra la Sicilia e la Tunisia, che un tempo voleva dire tra Selinunte e Cartagine. Due luoghi del Mediterraneo potenti e raffinati, simbolo di un dialogo che è arricchimento, un ponte di cui oggi si avrebbe un gran bisogno.
Iter Vitis-Magon è un progetto interculturale sfaccettato che va in diverse direzioni, ma che ha come obiettivo quello di evidenziare una rete di rimandi e di relazioni iniziate nel VII secolo a.C e in corso ancora oggi.

Sul versante siciliano tre sono i progetti realizzati:

1. Il Country Museum

Un antico caseggiato rurale – Case De Sabato – è la sede di un centro didattico ricco di pannelli informativi e percorsi multimediali che spiegheranno la cultura del vino lungo l’asse delle frontiere mediterranee, con particolare riferimento alla cultura greca. Tutt’intorno si tocca con mano quelle pratiche viticole, grazie un vero vigneto che accoglie diverse specie vinifere, come un giardino di uve del Mare Nostrum: viti ad alberello che richiamano vigneti punici, greci e romani. Un pergolato fa da ombra e ricorda come era l’impianto viticolo egizio-romano. Secondo una tradizione contadina – in passato le coltivazioni erano spesso promiscue – il Museo accoglie anche frutti della tradizione locale come alberi di carruba, pesche, agrumi e piante di fico d’India. L’accoglienza la danno due filari di melograno, i “punica granatum”, così come i Romani chiamarono questi frutti, conosciuti proprio dopo la conquista di Cartagine. Da sempre simbolo di fecondità, fertilità e buona fortuna, il melograno circonda questo spazio fatto di storia e natura.

2. Casa Planeta

La casa dei vini delle Terre Sicane non poteva che essere il “salotto” buono del progetto Iter Vitis-Magon. L’Enoteca della strada del Vino presente a Menfi infatti nasce in questo bel palazzo della metà ‘700 e ospita quanto di meglio, dal punto di vista enologico, offrono le Terre Sicane, che da sole coprono il 50 per cento della produzione dell’isola. E’ un posto dove assaggiare, conoscere e dialogare.
Qui infatti è allestita una mostra permanente dedicata al paesaggio-vigneto, che va dal mare alle colline da queste parti. Il suo scopo è quello di approfondire lo stretto nesso che c’è tra pianta, suolo e clima, in una sola parola, terroir, facendo sfoggio dell’incredibile biodiversità territoriale. Casa Planeta mette a disposizione anche una piccola biblioteca sul mondo del vino che arricchirà ancor di più l’offerta enoturistica lanciata dall’Enoteca e dall’associazione SI.S.TE.MA VINO. Parte delle letture saranno dedicate proprio a lui, a Magon, “nume tutelare” di questo viaggio nel Mediterraneo.

3. Palazzo Panitteri

Ci spostiamo a Sambuca di Sicilia, altro gioiello delle Terre Sicane ed eletto “Borgo dei Borghi” nel 2016. Si può iniziare con una passeggiata nei vicoli saraceni e continuare con una visita all’area archeologica di Monte Adranone, i cui tesori sono custoditi presso il Museo Archeologico di Palazzo Panitteri, altro luogo focus del progetto Iter Vitis-Magon. Qui infatti entriamo nel vivo della storia che si vuole narrare. E tutto parte dal monte che domina l’abitato del borgo, quell’Adranone conteso da millenni, da popolazioni indigene come i Selinuntini e i Sicilioti e in seguito da Cartaginesi e Romani. E ogni passaggio ha lasciato traccia, a partire dalla prima età del Ferro. Anche il vino si intreccia alle vicende di Adranon, città indigena ellenizzata, costruita – come è possibile capire dal sito archeologico – su tre terrazzi dove si sviluppavano la necropoli, l’abitato e le aree sacre.
È il rito del Simposio a mettere in relazione il percorso culturale con quanto è emerso dalle campagne di scavi. Su tutto valga l’esempio del corredo funerario della Tomba della Regina, con ceramiche raffiguranti sontuosi riti del bere. Attraverso un catalogo e apparati didattici verrà spiegato come il vino sia diventato un elemento centrale nella vita di popolazioni preesistenti ed entrate poi in contatto con il mondo greco. Torna anche qui un giardino, sempre dedicato all’illustre agronomo punico. Il giardino di Magon ha al suo centro un albero di melograno e tutt’intorno pannelli che raccontano l’incredibile avventura di questo padre dell’agronomia e dei suoi 28 libri dedicati all’agricoltura e al sincretismo tra Natura e Uomo, con al centro divinità come Demetra e Kore, madre e figlia, le grandi protettrici della fertilità della terra.